IL LUTTO IN FAMIGLIA

BAMBINI E ADOLESCENTI

Questi sentimenti riguardano grandi e piccoli e il modo e l’intensità con cui vengono sentiti ed espressi è molto variabile da persona a persona e cambia anche in base all’età. I bambini spesso mantengono momenti di gioco, come se non fosse accaduto nulla, per poi rabbuiarsi all’improvviso. Gli adolescenti, invece, possono più facilmente sentire la rabbia e il senso di solitudine che deriva dalla perdita.

Per queste ragioni, soprattutto in questi momenti, in cui le famiglie non hanno la possibilità di assistere il proprio caro sul finire della vita, è utile parlare di quello che si prova, ma senza forzature o intrusioni. E’ importante lasciare al bambino o al ragazzo l’apertura al dialogo, come fosse una porta socchiusa che può essere aperta in qualsiasi momento. E’ fondamentale che l’adulto di riferimento non nasconda i propri sentimenti e mostri la fragilità del momento.

Sia i bambini sia gli adolescenti vanno costantemente aggiornati sullo stato di salute del parente morente senza nascondere nulla, utilizzando, però, un linguaggio gentile e idoneo per l’età ma in ogni caso chiaro.

Nel momento in cui la persona cara muore, l’impossibilità di adempiere ad un rito di saluto, rende ancora più difficile affrontare il dolore. Un aspetto che può aiutare e sostenere la piccola comunità familiare è inventare e organizzare insieme un rito di saluto del proprio caro a distanza. Gli adolescenti, per esempio, grandi esperti di tecnologia, possono supportare l’adulto nella creazione di un album ricordi, di una colonna sonora oppure possono essere d’aiuto nell’organizzare una cerimonia virtuale utilizzando le varie piattaforme disponibili e invitando le persone care nella condivisione di questo momento.

Per i bambini, invece, è fondamentale lasciare che usino il canale per loro preferenziale per esprimere i sentimenti. Una forma efficace, per esempio, è il disegno. Chiedere ai bambini, se vogliono, di donare un disegno al proprio caro o per i più grandicelli, scrivere un pensiero, una poesia in memoria della persona amata.

Con i bambini, in base al credo familiare, può essere utile inventare una storia sul percorso della persona che è venuta a mancare e individuare un elemento naturale come rappresentativo della persona stessa, avendo l’impossibilità di recarsi al cimitero. Per esempio costruire una storia in cui la persona cara finisce con il trasformarsi in una stella, visibile ogni sera, o in quel germoglio che crescendo darà frutto o in qualsiasi altro elemento emerga dalla fantasia del bambino.

 

“Gli occhi di un malato che sta morendo sono gli specchi più tersi che abbia mai incontrato” Frank Ostatseski